Don Alessandro Paolino, il Vangelo della domenica

 

12 Giugno 2022


Dio, nel mistero della Trinità, appare non un SOLITARIO, non come uno che se ne sta nel suo cielo, INDIFFERENTE alla sorte degli uomini, DISTANTE dalle vicende del mondo, ma piuttosto come un Dio che desidera farsi CONOSCERE, uno che vuole COMUNICARE con le sue creature e lo fa senza risparmiarsi, mostrandosi come TRINITÀ di PERSONE: come un PADRE, da cui ha origine ogni cosa - soprattutto l'uomo, fatto a sua immagine - ci ama e ci chiama all'esistenza; come un FIGLIO che si avvicina alla nostra povera condizione, per vivere con noi e raccontarci un Dio che sempre ci ama e ci perdona; come SPIRITO SANTO, Dio che non solo si fa uomo e vive in mezzo a noi, ma che addirittura vive IN NOI, Dio dentro di me, di te, nel tuo piccolo e povero cuore.
La TRINITÀ che è APERTURA, COMUNIONE e COMUNICAZIONE di sé, ci insegna inoltre una cosa fondamentale, per vivere come uomini e cristiani: ognuno di noi, come il Dio UNO E TRINO, deve riconoscersi ESSERE IN RELAZIONE, chiamato a realizzarsi nel dialogo, nell'incontro, nel dono sincero di sé.



" Tutto quello che il Padre possiede, è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà ".

Gv 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».