Don Alessandro Paolino, il Vangelo della domenica

Le nozze di Cana

16 Gennaio  2022

Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù invitato a una festa di Nozze, a Cana di Galilea.
Mi ha sempre affascinato questo aspetto così UMANO del figlio di Dio che non faceva certo il "superiore" o si dava arie solo perché era Dio, ma ha condiviso la GIOIA degli uomini suoi fratelli, ha benedetto con la sua presenza gli sposi di Cana, fortunati ad averlo ospite speciale del loro matrimonio, con loro avrà pure danzato e avrà anche brindato alla felicità di questi amici. Ci troviamo insomma davanti a un Dio che ha saputo godere pienamente la propria vicenda terrena.
Che bella questa immagine di un Dio FELICE, appassionato, innamorato della vita.
Spesso la religione ci ha dato un'immagine distorta e angosciante di Dio, riducendo la relazione tra il Creatore e le sue creature alla stregua di DOVERI, di "cose da fare" per guadagnarsi un angolo di Paradiso; un Dio a cui bisogna pagare il "tributo" di riti spesso tanto formali quanto senz'anima (pensiamo alle nostre celebrazioni fiacche e "annoiate"), un Dio che "controlla" la nostra vita e "conta" i nostri peccati, un tipo "serioso" che ci carica di croci per "provare" la nostra fede, che ci "tenta" per vedere se gli siamo fedeli.
Così abbiamo concepito il mostro di "una fede tutta imperniata sulla purificazione, sull'essere indegni, sul senso di colpa" (Paolo Curtaz).
Il Vangelo di oggi smentisce questa visione falsata di Dio: Egli nel suo Figlio Gesù ci dice che la fede cristiana è relazione, comunione, una FESTA NUZIALE, una fede dove Egli si schiera dalla nostra parte, fa ALLEANZA con noi, SPOSA la nostra povera condizione, ci benedice con il VINO NUOVO del suo amore, del suo perdono, della sua amicizia.
La nostra religione deve diventare una FESTA DI NOZZE, l'incontro con un Dio che ci vuole figli, non schiavi di "doveri religiosi" come andare a Messa la domenica, perché non si va a Messa per "assolvere il precetto", ma per gioire con Cristo nostro SPOSO che si è unito per sempre alla sua SPOSA, la Chiesa e anche ciascuno di noi, nella nostra povera e fragile umanità.
Gesù nel Vangelo odierno compie il SEGNO DEI SEGNI: cambia l'acqua in vino.
Non si tratta di un banale "effetto speciale" per stupire gli sposi e gli invitati, ma l'annuncio della sua ORA: quando egli offrirà sulla Croce il vero VINO delle NOZZE ETERNE, il suo SANGUE sparso per la salvezza di tutti.

 

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù
Gv 2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.